Infiorata del Corpus Domini

Infiorata del Corpus Domini

Aprile 28, 2019 Off Di admin

 

La Domenica del Corpus Domini, 23 giugno 2019, si rinnova a Pievepelago la tradizionale “Infiorata” durante la quale vengono realizzati suggestivi tappeti floreali lungo l’antica via Tamburù e in piazza Domenico Ricci. L’Infiorata è una tradizione che in Italia risale al 1600 quando il Papa stesso incaricò alcuni pittori (tra cui anche il Bernini) di realizzare ogni anno un mosaico floreale, per solennizzare la festa del Corpo di Cristo istituita dopo il miracolo di Bolsena.

Lungo l’antica via Tamburù vengono realizzati dal mattino suggestivi tappeti floreali ispirati a motivi religiosi e ornamentali. Si inizia alla sera predente, aumentando i ritmi all’alba con circa 20 quadri di petali che coprono interamente la strada, finendo per la processione delle ore 12. I tappeti restano intatti fin verso sera.

Come nasce l’Infiorata? Circa un mese prima del Corpus Domini gli infioratori si ritrovano assieme (non vi è alcuna rivalità fra loro, come invece accade per altre importanti Infiorate), valutando concordemente come meglio organizzare la manifestazione.
A seconda dell’andamento stagionale si decide l’acquisto comune di fiori dai mercati generali, cercando soprattutto di trovare abbastanza persone per riuscire a coprire di fiori l’intera via Tamburù.
Per gli infioratori il lavoro vero e proprio inizia la settimana prima della festa: si recano nei dintorni del paese per raccogliere fiori e verde, percorrendo a volte diversi chilometri per trovare una particolare tonalità di colore. Vengono utilizzate diverse varietà di fiori, scelte naturalmente tra quelle non protette, come il maggiociondolo, l’acacia, la ginestra, la “palla di neve”, le margherite ecc… che vengono conservate in umide cantine.

Al sabato pomeriggio antecedente il Corpus Domini, via Tamburù si anima coi primi realizzatori di tappeti, che lavoreranno tutta la notte… Dall’alba la frenesia è generale.
Dopo il lavoro di chi è incaricato di tracciare con gessi colorati i contorni dei disegni (un lavoro non certo facile per il quale ci si avvale spesso di modelli precedentemente preparati), s’iniziano a riempire meticolosamente gli spazi secondo gli schemi di colori prestabiliti, con l’accorgimento di bagnare con acqua i petali più leggeri affinché il vento non li porti via e questo dà l’idea della suggestiva precarietà dell’Infiorata!.
Dalle 10 alle 12 vi è il momento di maggior lavoro e di maggiore affluenza dei turisti che immortalano le fasi di realizzazione dei tappeti floreali. Mentre il tempo passa, cresce il ritmo di lavoro degli infioratori, che -ultimati i tappeti- cercano di fare in tempo a collegarli tra di loro con cornici e motivi ornamentali, creando così un unico lungo manto di fiori su via Tamburù.
Alle 12 transita la solenne processione e, nonostante questa strada sia abbastanza stretta, solo il sacerdote con l’Ostensorio calpesta il manto floreale, che resterà poi intatto fin verso sera.

Le altre strade del capoluogo vengono addobbate con centinaia di rami di ginestra e altri fiori. Il tutto con il carattere della spontaneità che contraddistingue questa manifestazione, che ricongiunge gli antichi sentimenti di un popolo felice per il ritorno della bella stagione con il profondo significato religioso del Corpus Domini, in un’unica multicolore e profumata festa.

Dal 2007 Pievepelago è stato insignito del titolo di ‘Città dell’Infiorata’, riconoscimento dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani sinora riservato a sole 10 località che in Italia realizzano questa tradizionale iniziativa. Pievepelago si aggiunge così –unica località dell’Alto Appennino- alle famose Infiorate del centro Italia.

(GRUPPO INFIORATORI PIEVEPELAGO)

 

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